Sei nato nell'officina degli umani
ti hanno forgiato un viso gentile
ti hanno iniettato sangue bizzarro
ma il cuore ancora mancava
Avevi già un nome, nuovo, mai nato
avevi un petto vuoto come quello dei bambini di legno
avevi iridi sfocate che video la donna
la donna con le guance umide
Lei vide una nuova creazione
un lui sorridente risucchiato dal fuoco fatuo
gli occhi le si inumidirono
e mai la sua pelle fu annusata
Chiedesti della latta per rinfrescare il tuo petto
per non sentire
per non chiedere amore, per non darne
per non far mai abitare lacrime nelle iridi verdi
Il fabbricante ti disse un sì dopo l'ultimo bicchiere di assenzio
danzò fra i martelli fatati
aprì il tuo petto
nebbia negli occhi e un "sì" che diventa un "mai"
Il nastro dell'alba rossa ti svegliò
due occhi cielo, di bambina immortale, ridisegnarono il tuo sorriso
il petto infuocato, nessun abisso
solo una tempesta scarlatta imbizzarrita
Fabbricante poco sobrio
i difetti di fabbrica sono devastanti
hai dato un cuore d'amante a chi voleva gelo
lo hai reso un condannato, trafitto dalle lame innamorate.
Nessun commento:
Posta un commento